giovedì 17 dicembre 2009

Orgoglio e pregiudizio e zombie


La prima volta che ho letto il titolo di questo libro sono rimasta un attimo perplessa. Il “sacro” libro sulla più bella storia d’amore della storia (a mio parere) unito agli zombie….che diavolo poteva uscirne?
E ad essere del  tutto sincera il mio primo pensiero è stato “Oddio! Che stupidaggine!”, eppure la curiosità è stata più forte (come sempre mi capita quando in una frase appare il nome di Jane Austen) e sono andata a cercar notizie in merito. Quando ho letto che il libro aveva fatto furore e che erano state vendute più di un milione di copie mi sono domandata com’era possibile. Insomma, se un libro è brutto…è brutto! Non può vendere in questo modo. Quindi alla fine mi sono decisa a comprarlo e a dargli un’opportunità.
L’autore o meglio gli “autori” sono Seth Grahame-Smith e ovviamente Jane Austen!
Seth Grahame-Smith è uno scrittore e produttore televisivo americano, che a quanto dice era rimasto deluso dalla prima lettura del classico Orgoglio e pregiudizio, ma quando gli hanno proposto di scrivere un libro sugli zombie, ha subito pensato a quella storia.
E sembra che ora, grazie al successo di questo libro stia pensando ad un secondo sullo stesso genere che dovrebbe intitolarsi: Abraham Lincoln: Vampire Hunter.
Ma andiamo a parlare del libro in particolare.
La storia è scritta decisamente bene e la trama segue quasi al 100% quella originale, infatti ci sono alcune parti riprese fedelmente dal libro della Austen, quello che cambia sono solo alcuni particolari, che se da un lato risultano insignificanti per lo svolgimento della trama in senso generico, dall’altro sono proprio quelli che rendono questi libro “nuovo” e “particolare”.
Cercherò di spiegarmi meglio ma nel farlo dovrò per forza fare degli spoiler, per cui se non volete rovinarvi la sorpresa, passate direttamente al paragrafo finale.

La storia ha la medesima ambientazione, l’Inghilterra.
Peccato che questo paese ormai da molti anni è sotto il giogo di una terribile “pestilenza” che trasforma tutti gli infetti in zombie, il cui unico scopo è divorare cervelli.
Per cui anche il modo in cui le persone vengono cresciute si è parecchio modificato.
Infatti anche le sorelle Bennet hanno dovuto  fin da bambine allenarsi per diventare delle forti guerriere ed essere in grado di difendersi e di difendere gli altri e hanno passato parecchi anni della loro giovinezza in Cina ad addestrarsi.
Quindi potete immaginare che insieme ai discorsi su pizzi e merletti, su balli ed ufficiali, spesso e volentieri si parli di armi, combattimenti, addestramenti, uccisioni e onore guerriero.
Eppure nonostante questo la storia non ne risente affatto (Anch’io all’inizio mi chiedevo come questo fosse possibile) e credo che sia perché lo scrittore è riuscito ad amalgamare così bene vecchio e nuovo e ha dare una spiegazione “plausibile” ad ogni modifica “macabra” da rendere il tutto fluido e “giusto”.
Gli unici due veri “cambiamenti” sono il fato dato alla coppia dei Collins e a Mr. Wickham per il resto non troverete nessuna novità, quindi preparatevi comunque a leggere di una storia d’amore che rimane il punto focale della trama.
Certo credo non sia stato facile modellare i “nuovi” caratteri delle sorelle Bennet per adattarli alla storia, specie quelli di Jane ed Elizabeth, ma con l’andare dei capitoli le due sono tornate ad essere le solite “Jane” ed “Elizabeth” (anche se ammetto che Elizabeth all’inizio risulta davvero molto “ruvida” e alquanto “sanguinaria” ).


Quindi non posso che dare un giudizio davvero positivo a questo libro che mi ha fatto passare qualche ora facendomi non solo sospirare (“d’amore”)  ma anche divertire con trovate nuove e stimolanti.
Ovviamente chi lo legge deve avere ben presente di leggere una “parodia” e come tale deve interpretarla.
Questo libro non ha nessuna possibilità di potersi paragonare all’originale per quanto riguarda sensazioni e coinvolgimento ma ammetto che ha anche i suoi pregi.
Vedere i personaggi a me tanto cari in questa veste bizzarra e davvero impensabile mi ha fatto sorridere e in certi casi anche parecchio ridacchiare.
Per cui direi…dategli un opportunità! Non eliminatelo a priori solo perché pensate che snaturi la storia di un capolavoro come “Orgoglio e pregiudizio” (cosa di cui avevo grande paura anch’io all’inizio), visto che in definitiva non è così ma come dicevo prima se tenete a mente di leggere una parodia, una specie di “spettacolo teatrale” lo potrete gustare fino all’ultima pagina con soddisfazione.